PATAGONIA

PATAGONIA

La prima volta che lessi della Patagonia era in un libro di un tizio che in sella alla sua bicicletta era arrivato fino alla terra del fuoco, da dove non so…

Quel tizio era allora all’inizio della sua carriera, carriera che lo avrebbe portato più tardi a risultati ben più inaspettati.

Oggi lo si vede saltare e cantare assieme a migliaia di persone sui palchi della nazione con il nome di “Lorenzo”.

Sono seduto a lato del finestrino della “Transportador Patagonica”, è uno di quegli autobus con sedili comodi e aria calda e fredda sul collo.

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Il panorama arido è ormai lo stesso da diverse ore, 13 ore di viaggio che mi porteranno sulla penisola di Valdes, punto di osservazione di balene, delfini, orche, leoni marini.

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Non so ancora dove dormirò, la soluzione più immediata è l’ostello, esperienza che non ho mai provato ma che sinceramente non mi incuriosisce, forse remora la mia età.

Devo oltretutto dire che l’esperienza del “Couchsurfing” è decisamente positiva, in primo luogo per come si riesce ad immergersi nel modo di vivere della gente, se si è fortunati si condivide la giornata e la cena, si dorme nella loro casa, si usano le loro posate, si cucina nelle loro pentole, e dopo un paio di giorni, se non si hanno troppi preconcetti ci si sente veramente a casa propria. E’ un pò quello che da quando sono piccolo desideravo, a volte guardavo seduto in auto di mio padre le finestre dalla strada, e mi immaginavo la stanza e le persone dentro, la loro vita, così diversa dalla mia, ma in fondo così uguale.

In secondo luogo, beh….couchsurfing è decisamente economico!

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