Il ghiacciaio Perito Moreno

Sono disteso nel divano di un ostello a El Calafate, una cittadina a Sud dell’Argentina, in questa guest-house si respira un aria di tranquillità, pace, l’ambiente colorato rispecchia l’umore delle persone che lo gestiscono, sulle sedie, sul muro, sui vetri, delle frasi che invitano a prendere la vita in modo più leggero e positivo, in sottofondo c’è sempre della musica, a farmi compagnia a quest’ora tarda Cina, un metticcio di taglia media che ha imparato ad aprirsi la porta per uscire, mi guarda di traverso e spera che me ne vada a letto quanto prima.

El Calafate è la meta per partire con i tour al Ghiacciaio Perito Moreno, uno dei tre ghiacciai della zona, il terzo più grande del mondo. La sua altezza emersa* è di 60m con un fronte di 5 km, il colore è di un azzurro che non saprei definire, intenso in alcuni punti e lieve sulla superficie. E ‘ un ghiacciaio stabile, non retrocede ne avanza, si estende per 200 km2, tra costoni e fessure, ogni tanto si sente un boato di un pezzo che si stacca e dal rumore sembra stia cedendo tutto, ma lui è li, immobile, imponente, eterno.

Il tour mi porterà davanti, sotto, e sopra a questo maestosa opera della natura.

La partenza è alle 8.00 si entra nel parco nazionale Los Glaciares, il Perito Moreno è il ghiacciao più visitato dei tre, in quanto data la sua posizione è possibile arrivarci facilmente in autobus, il suo nome deriva da Francisco Moreno che ad inizio secolo ebbe un ruolo importante nella definizione dei confini Cile-Argentina.

Il territorio attorno al ghiacciaio è pressochè arido, il territorio di Santa Fè è ventoso, le piogge durante l’anno sono scarse, ed i clima in inverno è rigido. Ad un tratto ci si trova di fronte ad una parete di 5km bianca che sovrasta il lago, da più vicino si fatica a dare una dimensione, è un insolita montagna bianca che fuoriesce dalle altre affiancate di colore marrone. Avvicinarsi a piedi ed esserci sotto è come fare un salto nel Paleozoico, il silenzio è assoluto, l’aria gelida, pulita, un torrente cristallino scorre di rigoroso, avvicinarsi alla parete è pericoloso, se si stacasse anche solo un pezzo di un metro cubo sarebbero 900 kg.

Camminarci sopra è come stare su un deserto pietrificato, pieno di dune e sporgenze, i riflessi blu si intensificano nelle crepe più profonde, alcune entrano così in profondità che immagino senza fine.

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