Indonesia, esempio di cordialità

12/03/2016 scalo a Bali
Quando decisi di partire per la mia avventura calcolai costi e tempi per ogni paese, ponendomi un budget giornaliero e considerando possibili imprevisti. A distanza di sei mesi, mi ritrovo con un ritardo sulla tabella di marcia di tre mesi, probabilmente non visiterò tutti i posti pianificati, ma ne ho visitati altri, e spenderò qualcosa in più visto che un biglietto di ritorno prima o dopo devo comprarlo.
Poco importa, una scelta così non ha tempi e prezzi.
Di tutti i paesi l Indonesia è l unico nel quale avevo pianificato di rimanere un mese, e visto che ho dovuto comperare il biglietto di uscita così ho fatto. Ho sempre considerato questo insieme di isole un posto che merita di essere visitato con tranquillità, la natura,il mare, il cibo, i templi, i colori di questa terra mi hanno sempre affascinato.
Sono arrivato consapevole dell indole pacifica e amichevole delle persone, e dir la verità non mi sarei mai aspettato nulla di simile.
Ci sono metri di misura differenti per ogni cosa ed in questo paese, la cordialità delle persone esce da quello che potrebbe essere il nostro metro. Non abituato a tanta gentilezza inizialmente ho pensato che dietro a questo si nascondesse un secondo fine, ed ho faticato ad abituarmi all idea che fosse solo cordialità e disponibilità.
Nonostante la difficoltà a comunicare , qui pochi parlano inglese e quei pochi lo parlano peggio di me, sono sempre disponibili ad aiutarti, l incomprensione linguistica è superata da grandi sorrisi e gestualità. Nel mio gironzolare mi sono imbattuto in persone che mi hanno accompagnato a visitare la città per ore, sotto un sole da 30 gradi e un umidità del 90%, mi sono congedato anche in malo modo perché non capivo quale era il fine. Mi hanno fatto strada mentre guidavo con lo scooter, hanno fermato il traffico per farmi fare inversione ad U , mi hanno portato dalla concorrenza per spedire un pacco e farmi risparmiare, ma l’apice è stato all’aeroporto di Bali.
Arrivo da Giogyakarta, facendo scalo di due ore, ho con me una sacca con delle cose che per ora non mi servono da lasciare al deposito dell’aeroporto, sempre se ce n’è uno, preferisco viaggiare molto leggero dovendo spostarmi di isola in isola. Cerco e trovo il deposito, allo sportello ad attendere un ragazzo ed una ragazza; guardo i prezzi, sono decisamente superiori a quello che pensavo, 50000rp 3,5€ al giorno, nessun sconto, facendo due conti lasciare il pacco mi costa più di 50€, sono un pò seccato, il volo mi è costato meno. Penso ad una soluzione alternativa, potrei andare in un hostel ,prenotare per fine mese e con la scusa lasciare la zavorra. L’aereo parte tra due ore , non ho tempo, i due ragazzi dello sportello mi osservano mentre pensando mi muovo e cerco una soluzione, ritorno allo sportello, ormai rassegnato a pagare, quando il ragazzo mi dice che vuole aiutarmi, e posso lasciare il tutto a lui che se lo porta a casa.
La cosa mi lascia a dir poco perplesso. Lascio parte del mio bagaglio,compreso il computer, ad uno sconosciuto a 16000 km da casa. Perché no? Pago il prezzo per impacchettare il tutto con il celofan, scatto una foto del pacco , ed il ragazzo tira fuori il suo documento e fa una foto a questo con il mio telefonino. Sono senza parole.

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